Prometeo (monologo)

Non fui liberato.

Come avete potuto credere

ch'io svelassi a Zeus

la trama che lo avrebbe rovesciato?


Ah ah...

Come avrei potuto?

Niente di ciò che è scritto potrà mai mutare

(poiché niente è stato né sarà

ciò che a questi occhi fu concesso come dono

e che divenne tirannide quando tutto fu sconvolto...)


Io stesso, e molti come me, caddero vittime di questo orrendo giuoco

Sommersi nell'Ade senza tempo creato da colui che il Tempo suo padre uccise

Così condannando - il Tempo - ad un'unica macabra marcia trionfante al ritmo della Tecnica

(Non quella ch'io vi concessi, l'arte di-svelare il fiore nell'incontro, ma l'altra, figlia del dominio e dell'illusione)

Come un feticcio scagliato contro il volto amorevole della Dea, in segno di sfida


Quando compresi il piano un brivido di terrore bastò a rendermi simile a voi

Decisi di donarvi quanto in mio possesso, affinché l'atroce nascita fosse compensata dalle luccicanti briciole nascoste per voi lungo il sentiero


Non avevo calcolato, allora, quanto questo brivido sarebbe stato lungo per voi, quanti dolori vi avrebbe causato e quanto diversi vi avrei trovato al mio ritorno


Quanto allora dissi a Zeus

adesso a voi dico

Dei molti doni concessi l'ultimo mi mancò di forgiare, affinché le malie del Padre non avessero la meglio...l'ultimo ed il più semplice...dimenticai d'infondervi nel petto.. l'incorruttibile fiducia che neanche gli artigli di Zeus avrebbero potuto scalfire...così penetrò, l'ombra, nei vostri cuori., ed i messaggi ch'io vi portai più non udiste....ma fu destino, forse, anche quest'assurda caduta?! che l'indugiar nel dubbio una volta salito alle labbra, ad esse s'attacca e deforma...così ch'anch'io...


Non v'è niente che potrà mai ostacolare

che ciò che ha da esser sia!

Questo vi basti

come ultimo dono concesso


Dal siderale trapasso ho sofferto

osservando impotente come le spire mefitiche dello spazio-tempo avvolgessero le vostre spoglie divenute fragili e corruttibili; come l'incantesimo della Tecnica vi tenesse aggiogati, l'un l'altro nemici, invisi a voi stessi ed agli spiriti della Terra; come l'orda miseranda e furiosa dei demoni schiavi di Zeus... come Potere, Ricchezza e gli altri laidi, avessero la meglio sul pluriverso d'incanto che v'attraversa e sostiene ad ogni istante.


Quanto dolore nel vedere infelice anche il più ricco e potente di voi. Quanto potente in fondo? Ormai solo, mortale, nell'immensità divenuta ostile ed incomprensibile del cosmo.


Lo scricchiolio sommesso delle mie membra, il brivido d'un nuovo sospiro dopo la millenaria apnea, risollevano infine poderose polveri nei cieli.

Con quanto squallore s'imitano, in differita visione opinando possibile errare ancora lontani dalle braccia di Teti?!


Io cadrò ancora in altre oscure notti

come tutti voi avvinto dagli ultimi infuocati arabeschi senz'anima

Ma ormai si prepara, da tempo immemore, quel che le polveri rilasciate nei cieli vogliono nascondere..la proliferazione akashica di spore e sementa, che la biacca dei militari rosicchia miserabonda ai margini d'un sogno che va decomponendosi, come ogni vecchia bandiera e simbolo


Nel rinnovato occhio del sole, blu come le intriganti profondità nuovamente sospinte sull'abisso, come fanciullo divino, estatico, vibrando in ogni gemito trilioni di sogni ed anime che attorno alle sue benefiche membra vorticano, così, rievoco le vostre spoglie, da innumerevoli sospiri umani afflitte


..ma quanto ancora dovrà rinnovarsi il turbinoso e sterile vorticar sull'asse che senza limiti né senso si nutre di lacrime e sangue? Violenta, saccheggia, esprime la sua insensata potenza oltre ogni pudore. Presto, molto presto, quel che si sta preparando schiuderà in gioconda apocalisse le nostre scatole craniche, dilapidando tesori di plasma in frantumi con l'ultima illusione della nostra era...

Presto, ma già una volta caddi vittima dell'illusione del tempo, e adesso una nuova voragine si spalanca...


Chi muoverà la mano spinto da non empio fremito...chi strappando la disperazione alla notte morderà la testa al serpe, chi reagirà alle violenze sospinto dal gemito del cuore, dalla folle corsa verso quel che si annuncia....a questi...non condannare Madre... quando il tuo tocco germoglierà nuovi orizzonti...quando tutto attraverso te e Tu, divina, attraverso il tutto tornerete a splendere...questi - gli umani - ti prego salva...poiché se davvero Io, Prometeo, mi resi simile a loro subendo l'ingiuria millenaria dallo scaltro signore degli Olimpi, fu perché vidi, in essi una scaglia d'arcano stupore, un brivido audace e senza paura, sepolto al fondo dello stagno....qualcosa che gli Dei stessi dovrebbero chinarsi ad osservare, tanto è assurda nella sua fragile caducità...quanta meravigliosa follia da riconsegnare ai venti...

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